Judo Boy

judo boy

La serie si apre con il combattimento di judo tra due uomini. I colpi sono tremendi e in uno scontro un uomo perde l’occhio di vetro ma l’altro muore. L’uomo che perde la vita tra le braccia del figlio è il fondatore della scuola di judo Kurenai. Suo figlio Sanshiro trova un occhio di vetro accanto al corpo del padre e da questo deduce che l’assassino è un uomo con un occhio solo. Il ragazzo decide di vendicarsi della morte del genitore e di ridare onore alla scuola da lui fondata.

A convincerlo a partire è i piccolo orfano Ken che col suo fedele cane Bobo, accompagnerà Sanshiro nel viaggio alla ricerca di chi ha ucciso suo padre. In sella alla sua moto e con il kimono rosso cucito dalla madre sempre con sé, macinerà strada e nemici. Il suo vero punto di forza è il kimono rosso, infatti, ogni volta che lo indossa è come se le sue forze si moltiplicassero, consentendogli di uscire vincitore da ogni combattimento. Ogni scontro è durissimo e lo porta a conoscere personaggi non solo pericolosi ma a volte anche legati alla criminalità, così la sua voglia di vendetta si trasforma anche in una lotta per la giustizia. Nemmeno durante l’ultima puntata, intitolata La ragazza intrepida, Sanshiro riuscirà a trovare l’uomo con un occhio solo. La serie termina col ragazzo che monta in moto per continuare la ricerca.

Judo Boy è un meraviglioso cartone animato che purtroppo è stato prodotto per una sola stagione. Nato da un manga del 1969 di Tatsuo Yoshida, autore tra gli altri anche di Tekkaman e Hurricane Polimar, è stato trasmesso in Italia solo nel 1980, principalmente su reti locali.
Gli episodi furono 26 ed ebbero un buon successo, anche grazie al doppiatore di Sanshiro, Renzo Stacchi, voce storica di Haran Banjo, il protagonista di Daitarn III.

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